martedì 10 marzo 2009

Who watches Ficarra & Picone?

Bene, questo fine settimana è uscito in contemporanea mondiale Watchmen.

Peccato che per l'industria cinematografica italiana quello che viene sia il weekend del nuovo film di Ficarra & Picone e, a giudicare dagli autobus visti a Bologna, dalla campagna su tv, radio e giornali e dalle gigantografie appese nella hall del multisala, sembra proprio che dei controllori mascherati agli italiani, se prima gliene doveva fregare poco, da venerdì gliene dovrà fregare anche meno.

L'altro giorno mentre al cinema guardavo il trailer di questo nuovo film che devo ricorrere a Google per ricordarmi che si intitola La matassa (cioè, come i film di Aldogiovanniegiacomo: semplicemente il nuovo film di AG&G) pensavo: "ma tu guarda che strano. Il trailer di un film comico che non fa ridere".

sabato 7 marzo 2009

Un'idiozia conquistata a fatica.


"No niente, l'altra sera sono andato al cinema.

E poi non so neanche bene perché ci vado.
Ogni volta che esco dal cinema mi sento più stupido e più cattivo.
Non importa. Ci vado lo stesso.

Mi siedo e… PIM! PUM! PAM!
Calci, pugni, scontri..
PIM! PUM! PAM!
Esplosione, sangue, effetti speciali.

Ritmo, ritmo, RITMO!
Tanto di quel ritmo… che secondo me manca il ritmo.

Dai, non importa. Andiamo a casa."

(Giorgio Gaber, Quello che perde tutto, 1997)

venerdì 6 marzo 2009

Note in margine a un classico del fumetto.

Diciamocelo.
Hugo Pratt sarà anche stato un maestro del fumetto a livello mondiale, ma il suo lettering faceva davvero cagare.


Ciò comunque non toglie che "Corte Sconta detta Arcana" in versione cartonata di grande formato e a colori a 2,90 euro (oggi per la collana "I Maestri del fumetto" di Panorama) sia davvero un affarone.
Brava Magic Press (che ha curato la collana)!

PS: Ma non toglie nemmeno che il resto della collana (a 10 euro a volume) mi pare di un'inutilità clamorosa e che, davvero, siamo arrivati alla frutta con questo tipo di operazioni editoriali, ulteriore dimostrazione che, in Italia, la capacità di immaginare è stata bellamente sostituita da quella di riproporre lo stesso modulo finché non si esaurisce.

George, hai sbulaccato.

Lo sanno tutti: con la trilogia del prequel George Lucas è riuscito in una botta sola a scontentare il 100% della base dei suoi fan.

Ho sempre sostenuto che quei tre film dimostrano inequivocabilmente che George non ha amici.
Un amico gliel'avrebbe detto: "George, sei ricco oltre l'impossibile. Non hai bisogno di altri soldi. E comunque questi tre film, da qualunque parte si guardino, fanno cagare. Convincitene e chiedi scusa alle persone".

Ma così non è stato e, quindi, ora i fan della saga di Guerre Stellari si coalizzano e glielo dicono tramite un documentario.
E il bello è che chiunque potrà partecipare mandando un proprio video.
Così impara.

In piedi. Entra la corte. Il popolo contro George Lucas.



In genovese, sbulaccare = cagare fuori dal secchio, esagerare (slang courtesy of Marcello Conta).

giovedì 5 marzo 2009

Aspettando che arrivi "Watchmen" al cinema.


Qualcuno probabilmente sa qualcosa che io (ancora) non so.

Parliamo di Watchmen, il film di Zack Snyder, da domani in tutti i cinema.

Oggi parlo con Fiorenza per andare domani sera a vedere "Watchmen" al secondo spettacolo.
Cosa ti aspetti, cosa non ti aspetti, come sarà, come non sarà e via dicendo.
A un certo punto le dico: "A me la parte più interessante mi sembra che sia il lato della produzione e della promozione".
E lei: "Come promozione non mi sembra di averne visto un granchè".
Ed è lì che penso io ho visto un sacco di promozione per questo film ma… soprattutto in rete.
Anzi, meglio: solo in rete.

Prima di cena faccio un salto al multisala per acquistare i biglietti, così da non dover fare la fila domani e non doverci beccare dei posti del cavolo.
Dico alla ragazza alla cassa: "Domani date Watchmen, vero?"
Nelle mie intenzioni è una domanda retorica, una di quelle da "isn't it"?
Ma lei mi guarda come per dire: non so di che cosa stia parlando ma, qualunque cosa sia, me lo sta comunicando lei in questo esatto momento.
Poi butta un occhio al suo collega che le conferma che non sono un mitomane, che lui lo sa di che cosa sto parlando e che lei può darmi i biglietti.
Dico: "Due posti centrali e in alto, se è possibile".
Il suo sguardo mi chiarisce che, con tutto questo anticipo, pagando adeguatamente potrei scegliere anche il colore della fodera delle poltrone.
Mi da i biglietti ed esco.

All'uscita prendo un volantino con gli orari del multisala.
In basso, sono annunciati i film in uscita questo fine settimana:
- "La Pantera Rosa 2" con Steve Martin (di nuovo?)
- "Due partite" (irrilevante)
- "Live!" (con Eva Mendes, ma irrivelante lo stesso)
- "The Wrestler" (Cazzo! Mi ero dimenticato che usciva anche The Wrestler!)
- "La matassa" con Ficarra e Picone
- "Nemico pubblico n°1" con Vincent Cassel (che di buono c'ha solo la moglie)

E Watchmen?
Niente, nemmeno tra i poster dei "prossimamente" nel parcheggio.

Poi rifletto: "Ciak" mi pare che non abbia nemmeno dedicato una copertina a Watchmen.
E, dentro la rivista, credo che, da quando è stato annunciato il film, non ci abbiano fatto più di un paio di articoli.

Mah, vedremo…

martedì 3 marzo 2009

E il carbonchio?

Ogni volta che mi arriva un pacco dagli Stati Uniti, mentre lo apro, penso sempre la stessa cosa: ma che fine avrà fatto il carbonchio?

Cioè, qualche anno fa sembrava che nella posta statunitense il carbonchio (o antrace) girasse che era una bellezza. Attacchi terroristici al carbonchio erano all'ordine del giorno. I pacchi e le buste potevano sempre contenere una mortale polverina giallastra che bastava respirare per farti cadere la pelle a brani (una forma di zombizzazione pure questa? Mmm…).

Poi, puff!, più niente.

Che è successo?
Che fine ha fatto il misterioso terrorista postale? È morto pure lui? Lo hanno arrestato? Almeno si è saputo chi fosse?

Oppure, più semplicemente, non c'è stato nessun attacco terroristico in salsa virale e, come sosteneva Micheal Moore, abbiamo assistito tutti all'ennesima manifestazione di quel clima di terrore pompato ad hoc dai media a cui poi la realtà (antipatica) si rifiuta di aderire?

Mentre ci penso, ovviamente tossisco (come ogni volta che vedo Safe).
E, come una sorta di post-it, appiccico qui sotto la foto di una balla pietosa raccontata nemmeno tanto bene. Ci scommetterei una palla (una sì, due no) che dentro la provetta c'era solo farina invecchiata.

domenica 1 marzo 2009

Alla fin della fiera…

Tornato da Mantova penso un paio di cose.
Una è questa: è giusto che nella vita ognuno trovi la sua strada.
E così alcuni distribuiranno i libri e altri… le minestre.