sabato 30 gennaio 2010

T'amo tamarindo!


Dedicato a tutti i bevitori e le bevitrici di tamarindo in ascolto.

(per gli ignoranti in botanica tra i miei 5 lettori, quelle foglie che si vedono sopra la testa del coraggioso esploratore dalla folta barba rossiccia appartengono a un Tamarindus Indica, cioè un volgarmente detto albero di tamarindo).

Qui di seguito il coraggioso esploratore ha sloggiato dall'inquadratura  e si può finalmente apprezzare meglio l'albero i cui frutti sono alla base della gustosa e ormai desueta bevanda.

Il tamarindo trionferà!

giovedì 28 gennaio 2010

Di ritorno.

Dunque, io ero qui:


poi sono andato qui:



e adesso sto  tornando qui:



Ecco, credo che mi sia sfuggito qualcosa delle logica distruttiva che guida la sequenza mie azioni (tranne, appunto, che non è logica ed è distruttiva).

Comunque a tutti voi che mi conoscete, giuro che non vi proporrò proiezioni di diapositive al ritorno: non è nel mio stile e, se mi conosco, al secondo giorno avrò già abbandonato la digitale in camera per manifesta incomunicabilità tra me e i dispositivi fotografici di qualunque tipo (salvo poi rammaricarmi che io, qualunque cosa faccia, non ho mai un cazzo di foto a documentarlo).

A meno che non sia caduto l'aereo e allora, con 'sta cosa dei post con la pubblicazione pianificata, sarò già diventato una 5 minutes star per su Studio Aperto (dannato Pasquale! Tu si che avevi capito che cosa c'era dietro!) e voi vi starete già rivendendo la mia inutile biografia, compreso l'aneddoto di me che entro in agenzia con una foto di spiaggia bianca in mano e dico alla tour operator dietro il bancone "Buongiorno. Mi manda in un posto così?"

mercoledì 27 gennaio 2010

Ultimo giorno di mare.


Cioè questo è il post del 27 gennaio, il che significa che domani chiudo la valigia, bacio la spiaggia, saluto i coralli e me ne torno… me ne torno… no, scusatemi, non riesco a dirlo.

(Pensavo: potrei vendere i biglietti per assistere alla faccia che farà la mia terapista quando le racconterò questa cosa dei "post con pubblicazione pianificata", soprattutto dopo che l'ho già fatta partecipe del mio personale parallelismo tra il rivestimento interno della valigia e quello di una bara, con tutte le ipotesi interpretative ad esso collegate ed applicate a quella che evidentemente è la mia idea di viaggio. È una cara donna con un grande senso dell'umorismo: saprà comprendere. Come sempre).

martedì 26 gennaio 2010

Ode sperticata a Matteo Bittanti.

Non sono sicuro di non averlo già scritto su questo blog, ma credo che la rivista Duellanti abbia fatto un salto di qualità esponenziale da quando ha arruolato tra le sue fila Matteo Bittanti (mi pare il primo a destra nella foto qui sopra: gli altri la mia ignoranza abissale mi impedisce di identificarli).
Cioè, Bittanti è da un po' che scrive (anche) su Duellanti (dico "anche" perché ero un avido lettore delle sue analisi sul game design pubblicate su Game Pro/Videogiochi: ma perché quella stupenda rivista ha chiuso? Perché non vendeva un cazzo, ciccio. Ah ok, grazie per la risposta), però fino a qualche mese fa i suoi pezzi (comunque sempre interessantissimi) erano quasi esclusivamente, appunto, su videogiochi e nuove tecnologie.

Ma adesso Bittanti scrive anche di cinema e, tanto per dire, io a tutti quelli che mi dicono "però l'ultimo dei Coen mica l'ho capito. E l'ho trovato pure un po' noioso" consegno seduta stante fotocopia dell'articolo "Eppoi?" (Duellanti #58 pp. 10-11) in cui il già menzionato Bittanti, in due pagine scritte fittefitte, ci conduce in un'analisi del significato del film attraverso l'interpretazione della sua colonna sonora (che poi lui dice che la sua è una lettura semiseria di A serious man, ma che ci volete fare? Bravo e pure modesto).

Poi prosegui a sfogliare la rivista e, dopo averlo incrociato che ti recensisce Tra le nuvole (e personalmente mi convince ad andare a vedere il film) e ti fa leggere con occhi nuovi La lunga marcia di Stephen King -tac!- te lo ritrovi verso la fine che ti parla delle ditte hi-tech della Silicon Valley (però dal punto di vista dei Promotional Landscapes di Mauro Ceolin) e della struttura dei loro parcheggi.

E a un certo punto ti butta lì una cosa tipo "hai presente quando in A serious man, il giovane rabbino dice a Larry: dai un occhiata al parcheggio. Non c'è molto da vedere ma se fossi un turista, qualcuno che avesse scarsa familiarità con queste auto, qualcuno che avesse ancora la capacità di sorprendersi, qualcuno dotato di una prospettiva inedita… Tu guardi il mondo attraverso occhi stanchi… le cose non vanno poi così male. Guarda il parcheggio, Larry".

Collegamento geniale (e nuova chiave interpretativa per il film dei Coen).

Insomma, nonostante il tono cazzonesco di questo mio post, Matteo Bittanti è il mio eroe (da cui l'etichetta del post "Heroes") e ogni volta che leggo un suo pezzo mi cade il giornale perché inevitabilmente ad un certo punto mi metto ad applaudire.

E basta leggere le mie fotocopie: comprate Duellanti, bestie!

(poi se volete che Bittanti oltre che il mio eroe diventi anche il vostro, fatevi un giro sul suo blog che, essendo lui il mio eroe, linko subito al mio nella colonna qui a lato).

lunedì 25 gennaio 2010

Freddie, l'aragosta e Mr. Wobble.

Cose che non mangerò a Zanzibar: la famosa aragosta Zanzibarina.
Non mangio pesce e quindi nemmeno crostacei. E per questa cosa sono già stato redarguito da Voglino che, quando gliel'ho detto, non si capacitava che andassi a Zanzibar e non assaggiassi la famosa aragosta Zanzibarina.

(Però questo mi ha fatto venire in mente una scena che potrei provare a vendere a Matt GroeningHomer Simpson va in vacanza a Zanzibar e gli servono un'aragosta coi baffi neri: la famosa aragosta Zanzibarina modificata geneticamente per omaggiare Freddie Mercury, il più celebre Zanzibarino nel mondo)

A parte questo, visto che non mangio pesce, credo che mentre voi starete leggendo, io mi starò nutrendo con della gran frutta. E in omaggio a questo fatto quasi epocale, vi propongo questo video segnalatomi dal sempre attento Dave che racconta proprio del violento e crudele mondo della frutta:

domenica 24 gennaio 2010

Precog.


Questa funzione "pianifica la pubblicazione del post" è una figata. Un po' da disadattati borderline (te l'avevo detto Cagliostro che non potevi battermi?) ma una figata.

E così non posso esimermi dall'affibbiare a questo post del 24 gennaio un'etichetta "non ci sono più…", ovviamente per commentare la notizia che oggi svetta su tutte le prime pagine dei quotidiani internazionali: la tragica ma ugualmente farsesca dipartita del nostro Premier (ormai ex Premier) Silvio Berlusconi.

Cioè, volete mettere una botta da precog così?

Se c'ho preso, a parte la soddisfazione, il successo è assicurato (oltre alla galera e la compagnia dei servizi segreti sotto casa dei miei parenti per i prossimi vent'anni per capire come cazzo ho fatto. E giocate 82 e 5 sulla ruota di Bari).

Se non c'ho preso, chi se ne frega? È la rete e la marea di cazzate che ogni giorno vengono postate ci mette pochissimo a cancellare il ricordo di qualsiasi cosa.

(ma se c'ho preso…)