giovedì 14 gennaio 2010

"Meno 6…"



…disse lui con un profondo sospiro mentre pensava che, quando si è entrati dentro una polemica, non c'è niente di più stancante di partecipare sapendo già di avere ragione.

mercoledì 13 gennaio 2010

Politburo.




"In riferimento alla news di ComicUS intitolata “Problemi per la Dottrina #4”, la Magic Press si sente costretta a sottolineare come l’iniziativa dell’apertura del topic sia opera esclusiva di Andrea Ciccarelli di SaldaPress/Gruppo Saldatori e non rappresenta in alcun modo il pensiero e i sentimenti della Magic Press. Anzi, la Magic Press, editore de La Dottrina, trova disdicevoli i tempi, i modi e il linguaggio usati pubblicamente da Andrea Ciccarelli e se ne dissocia totalmente.
In ultimo, la Magic Press dichiara che i ritardi accumulati per la produzione e pubblicazione dell’ultimo e conclusivo n.4 de La Dottrina non sono assolutamente da ascrivere allo scrittore Alessandro Bilotta, come l’iniziativa di Ciccarelli tenderebbe a far credere.
Pasquale Ruggiero (Direttore editoriale Magic Press)"

Tempo? Disdicevole! (Quindi, quando andava fatto?)
Modo? Disdicevole! (Quindi, come andava fatto?)
Linguaggio? Disdicevole e pure un po' cafone! (Quindi come andava detto?)

Compagno Ruggiero, IO sono quello che DA 6 MESI chiede GENTILMENTE soltanto di avere quello che gli serve per mantenere gli impegni che si è preso verso i lettori che hanno acquistato 3 volumi di un fumetto che, noi tutti insieme (io, te e gli autori), avevamo promesso che sarebbe stato di 4 numeri.
E Alessandro Bilotta è quello che se ne frega delle mie richieste.
E pure delle tue.

Lo so io e lo sai tu: mancano 3 cazzate per chiudere il lavoro e, se potessi farlo senza snaturare la natura del progetto, quelle 3 cazzate me le sarei già fatte da tempo per conto mio.
E il volume sarebbe già uscito.

Mancano 3 cazzate e Bilotta (chiedo scusa: il Signor Bilotta), per motivi suoi che io non conosco (ma che intuisco: così si parla ancora un po' di lui e noi tutti lo pensiamo ancora un po' invece di abbandonarlo all'oblio che meriterebbe), su quelle 3 cazzate sono mesi che evita di dare delle risposte.
La mia azione mira solo a trovare un altro modo per ottenere da Bilotta quelle 3 cose che ci permetteranno di fare l'unica cosa che davvero conta: chiudere La Dottrina e dare modo alle persone di leggerla nella sua completezza.

Bene, la Magic Press si può anche dissociare da tutto ciò perché in "un mondo serio e adulto così non si fa" ma, per una volta, sarebbe anche bello sapere che cosa Magic Press intende fare per risolvere questa situazione che, non essendo ancora stato pubblicato il 4° volume de La Dottrina, evidentemente esiste.

Il mio modo di tentare di risolvere le cose è sbagliato?
Compagno Ruggiero, se me lo spieghi e mi convince, sono pronto ad accettare il tuo.

martedì 12 gennaio 2010

Lunga vita allo spirito Roadie.


Le persone migliori che conosco sono dei roadie.
Cioè, non sono roadie veri e propri, ma roadie nello spirito.
Il roadie è quel personaggio unico che, in un concerto rock, si assicura che tutto funzioni: veste di nero per confondersi con lo sfondo del palcoscenico, si muove veloce e, se entra in scena per sistemare una spina o sostituire un microfono, non fai in tempo a notarlo ed è già scomparso.
I roadie non lavorano per la fama ma soltanto perché lo spettacolo funzioni, la sua star brilli e il pubblico si diverta.
Senza di loro l'universo semplicemente crollerebbe. Loro lo tengono in piedi e, se serve, lo sistemano con nastro adesivo e fil di ferro. E, quando il loro lavoro lo fanno bene, il segno è che non ti accorgi che ci sono.
Il roadie è per sua intima natura una persona che non può fare a meno di essere generosa.

Tim Schafer è esattamente un roadie.
Appartiene a quella schiera di game designer che, negli anni '90, hanno fatto grande il nome degli adventure game e, nello specifico, quello della Lucasarts (appunto, la stella ingrata sul palcoscenico).
Il suo nome ce lo ricordiamo in pochi e quasi tutti geek (qualcuno pure lettore di Rogue Leaders), ma tutti avremo per sempre nel cuore sia il Manny Calavera di Grim Fandango che il Ben di Full Throttle per come Schafer li ha scritti, disegnati e diretti.
Le avventure firmate da Tim Schafer le riconosci subito: hanno sempre delle grandi storie, ambientazioni che sono dei veri e propri mondi in cui immergersi, eroi riluttanti destinati loro malgrado a cambiare il mondo e, soprattutto, motori, grossi motori che rombano accompagnati da musica rock ad altissimo volume.

Oggi Tim Schafer è ritornato alla grande con un titolo (e una casa di produzione, la Double Fine) che, semplicemente, è stato quello che mi ha convinto all'acquisto di una PS3 (insieme all'aver finalmente metabolizzato il profondo senso di delusione per le promesse non mantenute della Wii): Brütal Legend.
E da oggi anche il roadie Eddie Riggs ha un posto speciale nel mio cuore.

Eddie Riggs e il protagonista del gioco ed è un roadie. In punto di morte – o forse come visione post mortem – si ritrova a vivere un'avventura in un mondo costruito sull'estetica Metal, un mondo che dovrà attraversare a piedi o a bordo di un bolide fiammante (e fiammaggiante), armato di un'ascia bipenne e una chitarra elettrica.
I cattivi sono metallari passati al lato oscuro della musica rock (il glam), tristi maschere dalla chiara origine goth o addirittura bizzari mutanti in stile Marilyn Manson.
Gli amici (e alleati) di Eddie sono cotonatissime metal ladies, headbanger dal collo ipersviluppato e motoclisti truzzi in sella ai loro chopper.
Le guerre tra eserciti sono concerti a colpi di fan (aggiudicarsene le anime significa vincere) e Eddie non è l'eroe della storia (almeno non subito): Eddie è un roadie e quindi l'eroe (alto, biondo e bello) lui lo aiuta.
Ma poi le cose si fanno ingarbugliate e si comincia ad intuire che tutta la storia è iniziata mooooolto tempo prima, in un epoca in cui le leggende solcavano la terra.

Ora, la vita è breve e io tendo a dilungarmi in quello che scrivo, perciò sgombriamo il campo da qualsiasi dubbio e spariamo subito alto: mi interessa poco parlare del gameplay o dei FPS di Brütal Legend, di dissertare se i momenti free roaming del gioco funzionano meglio delle sezioni strategiche.
Quello che è importante è che Brütal Legend aspira tranquillamente a rappresentare per il Metal quello che Blues Brothers ha rappresentato per la musica soul.
Altri tempi, altri media ma entrambi capolavori (per Brütal Legend basta vedere l'interfaccia a 33 giri con cui si apre il gioco: semplicemente geniale).

L'approccio di entrambe le opera alla musica attorno a cui sono costruite è infatti divertito, divertente ma sempre e comunque reverenziale.
In Blues Brothers John Landis può permettersi di chiedere a una dea del soul come Aretha Franklin di interpretare la moglie in ciabatte e grembiule da cameriera perché lui non è lì per sfanculare nessuno, ma solo in quanto devoto a quella musica –che non vuole che venga dimenticata– e agli artisti che l'hanno resa grande.
Stessa cosa per Tim Schafer che affida a Ozzy Osbourne il ruolo del Guardiano del Metal e a Lemmy Kilmister dei Motorhead quello del pavido aiutante del protagonista).
La colonne sonore di entrambe le opere sono supreme (quella di Brütal Legend la trovate QUI e, come immaginerete se siete lettori affezionati di questo blog, per me l'unico neo è che tra gli artisti coinvolti non ci siano i miei amati Wolfmother).

Jack Black nei panni di Eddie Riggs è totalmente in parte. Talmente in parte che la parte cessa presto di esistere e Riggs e Black diventano prefettamente interscambiabili. Esattamente come succedeva a Belushi&Aycroyd nei panni dei fratelli Blues.
Se vi siete per caso imbattuti in quel gioiellino che è Tenacious D e il Destino del Rock (altrimenti cercatevelo: è molto più divertente ed onesto del massificato School of Rock) avete ben chiaro quello di cui sto parlando. Black ama la musica Metal, venera i suoi artisti ed è davvero l'attore perfetto per dare il volto, la voce e le movenze al personaggio digitale di Eddie Riggs.
La fisicità di Jack Black è infatti unica: tutti i personaggi che interpreta sono eroici senza essere seri e buffi senza essere comici, adulti e bambini insieme. Un attimo ruggiscono di energia e quello dopo sono in preda agli abissi della malinconia. Sembrano dei cartoni animati e, con un gesto, immaginano una nuova vita per il mondo che li circonda.

Resta solo da dire che, a gioco terminato (col cattivo sconfitto in un bagno di sangue cantando a squarciagola "Decapitatiooooon!": vorrei davvero conoscerlo il fesso che gioca Brütal Legend  con attivata l'opzione "no gore, please") vi ritroverete a girare ancora per delle ore attraverso il mondo di gioco; un po' per completare le numerose missioni secondarie che sicuramente vi sarete lasciati alle spalle ma un po' – no, anzi: soprattutto – per ammirare la notte che insegue il giorno in un cielo dove i lampi all'orizzonte hanno il suono delle chitarre elettriche e i tuoni quello della batteria. Lo farete per giungere sulla riva di un mare che ha come limite estremo un titanico muro di amplificatori, per inerpicarvi su montagne innevate fino ad issarvi sulle arcate sconnesse di una cattedrale gotica che ne costituiscono l'ossatura o per infilarvi in un sottobosco dove i funghi sono i piatti metallici di una batteria.
E queste non sono auliche figure che mi sono inventato per tirarmela da poeta: è l'esatta descrizione del paesaggio in cui vi troverete a vagare, gigantesco monolite a forma di Stratocaster più o meno.

Sì, il mondo di Brütal Legend è più grande dei vostri occhi perché è fatto di musica e perché messo in piedi con una generosità che ha davvero pochi esempi del genere nel panorama videoludico attuale.
È talmente oversized che vi servirà il cuore per abbracciarlo tutto. E una buona dose di amore per quella musica ignorante che, come dice Elio, ci piace tanto tanto.

Decapitatiooooon!


sabato 9 gennaio 2010

Con la rete si può.




La rete ha un potere enorme, equiparabile a quello di una valanga (quindi, occhio a metterla in moto).
Se c'è qualcosa che non ci va e ci mettiamo in testa di farlo sapere a chi di dovere, la nostra vocina può diventare un vocione e le cose che prima sembravano immutabili, improvvisamente non lo sono più.
Se si aggiunge il fatto che con la rete l'informazione cambia nettamente, tagliando via gli intermediari e arrivando direttamente al suo pubblico, viene automatico pensare che quello della rete sia un nuovo (e grande) potere che dobbiamo cominciare (e imparare) ad utilizzare.

Questo mio non è un pensiero particolarmente originale (e in larga parte credo dovuto a una sovraesposizione, in questi giorni, ai DVD di Beppe Grillo) ma fatto sta che, stasera, ho deciso di metterlo in pratica per vedere che succede se lo applico ad una cosa che mi sta molto a cuore e che, in questi ultimi mesi, ho davvero provato in tutti i modi a risolvere (senza però riuscirci).

Tutto questo lungo preambolo è infatti solo per dire che siamo arrivati al 2010 e il quarto volume de La Dottrina non è ancora stato pubblicato (il terzo, faccio notare che è uscito nel 2005).
Per cui mi sento in dovere di fare qualcosa per smuovere la situazione.

(per chi tra i miei 15 lettori  fissi non sapesse di che cosa sto parlando, cos'è "La Dottrina" lo trovate QUI, QUI e pure QUI)

Come ho dichiarato altrove, "La Dottrina" è stato probabilmente uno dei peggiori investimenti della mia vita professionale (nel rapporto investimento/resa, visto che GRUPPO SALDATORI ne è co-editore con MAGIC PRESS) ma, fatto sta che, sbattutomi per 3 volumi (io personalmente e, con me, il resto di gruppo saldatori), sarebbe da minchioni andarsene al 4° (oltre che poco rispettoso per chi quei 3 volumi li ha acquistati, dando fiducia al gruppo che li ha pubblicati).

Comunque sia, il 4° volume de La Dottrina, dopo un travaglio che non fa certo invidia a quello che deve aver passato la signora Ferrara per partorire il figlio Giuliano, oggi è completamente sceneggiato e disegnato (letterato, non so).

(apro una parentesi: aldilà di ogni polemica, avendolo letto posso tranquillamente dirvi che questo quarto e ultimo capitolo della storia è ottimo, sia come storia che come disegni).

È scritto, è disegnato ed è impaginato, però non è ancora stato pubblicato.

"E come mai?" vi chiederete tutti voi, miei affezionati 15 lettori fissi.

Il motivo è semplice: da qualcosa come 8 mesi noi saldatori –insieme a Magic Press– stiamo chiedendo ad Alessandro Bilotta –lo sceneggiatore– 3 fesserie in croce (testi delle bandelle, testi dei frontespizi e testi della Terapia Perelà) che, insieme alla copertina, solo L'UNICA COSA che manca per chiudere e mandare in stampa La Dottrina 4.
E Bilotta, semplicemente ci ignora tutti (soprattutto noi saldatori che ormai gli stiamo irrimediabilmente sulle balle perché il sottoscritto le cose, come vedete, non gliele manda a dire) e non ce li fa avere.

E così il 4° volume de La Dottrina non esce.
Con buona pace dei lettori che i primi 3 volumi li hanno acquistati (sborsando 24 euro sulla fiducia che, entro un anno, la miniserie di 4 numeri –iniziata nel 2002- sarebbe stata conclusa).

Ora, visto che il Signor Bilotta ha aperto un suo sito (non allarghiamoci: ha acquistato un dominio www.signorbilotta.com) dove, oltre a vedere come sarà fatta la copertina del primo numero della sua nuova opera ("Valter Buio", pubblicato da Starcomics) c'è solo un indirizzo di posta elettronica presso cui è possibile scrivergli, che ne dite di mandargli tutti insieme una mail?

Una mail tipo questa:

GENTILE SIGNOR BILOTTA,
SONO UN LETTORE DE "LA DOTTRINA" E, SULLA FIDUCIA CHE QUESTA MINISERIE SAREBBE STATA COMPLETATA IN BREVE TEMPO, HO ACQUISTATO I PRIMI 3 VOLUMI, PAGANDO QUINDI 24 EURO.
IL 1° VOLUME È USCITO NEL 2002 E, DOPO L'USCITA DEL 3° (NEL 2005!!!), NON SE NE E' PIU' SAPUTO NIENTE.

LEGGO OGGI SUL BLOG "IO SE FOSSI GARAMOND" CHE IL 4° VOLUME, PUR COMPLETAMENTE DISEGNATO, NON PUO' USCIRE PERCHE' A "GRUPPO SALDATORI" (CHE NE DOVREBBE CURARE LA GRAFICA) MANCANO DEI MATERIALI (MATERIALI CHE, ANCHE SE AMPLIAMENTE SOLLECITATI, LEI SI RIFIUTA DI FORNIRE, IMPEDENDO QUINDI DI FATTO LA MESSA IN STAMPA DEL VOLUME).

PREMESSO CIO' LA MIA DOMANDA E' SEMPLICE E DIRETTA: QUANDO PENSA DI MUOVERE IL CULO PER MANDARE I 3 MATERIALI IN CROCE CHE SERVONO AI SALDATORI PER FARE IL LORO LAVORO, CHIUDERE QUESTO 4° VOLUME CHE ORMAI HA RASENTATO IL RIDICOLO E PERMETTERE A MAGIC PRESS DI STAMPARLO?

NEL FRATTEMPO CI TENGO A INFORMALA CHE, ANCHE SE "VALTER BUIO" SARA' SICURAMENTE BELLISSIMO, IO FINO A CHE NON E' USCITO IL 4° VOLUME DE "LA DOTTRINA" NON LO COMPRO.

La mail a cui spedire è ale@signorbilotta.com

Conto su tutti voi perché qualcosa si muova e questa bella miniserie trovi la sua conclusione.

Contemporanea.


E si è conclusa anche Contemporanea, la raccolta in cofanetto di buona parte degli album pubblicati in oltre trent'anni di carriera da Francesco De Gregori (CD + ampio apparato critico).
Qui in studio, dopo 14 settimane di ascolto (1 per CD) che, da "Rimmel", ci hanno fatto ripercorrere tutta la carriera De Gregori fino ad arrivare a "Per brevità chiamato artista", il commento più frequente è stato: "certo che deve averne masticata di figa depressa De Gregori…".

venerdì 8 gennaio 2010

Psicoanalisi in corpo 11.


Lavorate nell'ambito della grafica e non vi va di dare 8o euro a botta a un'analista per capire l'origine di tutte le vostre più o meno socialmente accettabili paranoie (ops: idiosincrasie)?
Quando vi capita di rispondere che di mestiere fate i grafici, la prima immagine che vi viene in mente è quella di un sogno in cui i vostri genitori si dicono a bassa voce "ma non poteva drogarsi come tutti i suoi amici?"
I vostri colleghi vi guardano sgomenti quando cercate di spiegargli il "tetto della casetta" come metodo per memorizzare la differenza tra la "e" accentata di "perché" e quella di "è"?

Ecco allora per tutti voi un sito utile che fa lo sporco mestiere degli eredi dello zio Sigmund senza chiedervi di accendere un mutuo o di dare in pegno la vostra copia della Adobe Creative Suite per pagarvelo: What type are you?

Accomodatevi sul lettino, accendete le casse del PC e non dimenticatevi di inserire la password CHARACTER.

Z come Zanzibar.



A parte che:

• la guerra anglo-zanzibariana del 1896 è la più breve guerra della storia: lo stato di Zanzibar si arrese dopo appena 45 minuti.

• Zanzibar fu la prima regione africana a introdurre la televisione a colori (nel 1973). In altre regioni della Tanzania questo servizio giunse più di vent'anni dopo.

• il musicista e cantante Freddie Mercury, leader dei Queen, nacque a Stone Town, sull'isola di Zanzibar, il 5 settembre 1946. Sul lungomare di Stone Town si trova anche un ristorante battezzato in suo onore, il Mercury's.

Io direi solo… "meno 12!"