giovedì 11 agosto 2011

Senza entrare nel merito (almeno non troppo).

Senza entrare (troppo) nel merito di chi ha ragione e di chi ha torto (che personalmente, in riferimento all'argomento specifico, è una cosa che mi interessa poco) e a prescindere se certi modi possono risultare fastidiosi o meno, accennare a qualunque livello a dei paragoni tra chi fa delle domande (appunto, senza entrare nel merito della qualità delle stesse, solo delle domande poste pubblicamente) e chi nel secolo scorso si è macchiato di razzismo e di antisemitismo, beh, per me questa è una cosa che sta al di fuori di qualunque comprensione.

E quindi, in riferimento alla querelle Bottero/Messina (Fumetto d'Autore) e Barbieri, pur stimando Daniele Barbieri (sia il suo lavoro sia come persona), non posso non criticarlo per l'esempio utilizzato (e quindi, in sostanza, dare ragione ad Alessandro Bottero per quello che scrive QUI, link dal quale poi, se avete voglia, a botte di ipetersto potete ricostruire con esattezza chi ha scritto cosa dalla voce diretta di chi l'ha scritto).

E questo era a mo' di premessa.
Domande fastidiose da una parte. Antisemitismo e derivati dall'altra.
E in mezzo un bel muro altoaltoalto (con sopra cocci di bottiglia).

Io leggo Fumetto d'autore.
E siccome lo leggo, toh, lo linko pure: www.fumettodautore.com
Se non mi piacesse leggerlo non lo farei. Quindi, mi piace leggere FdA.
Più o meno ogni volta che esce un articolo di Giorgio Messina (o un editoriale di Alessandro Bottero), nella fumettosfera nostrana, com'è come non è, scoppia una merda.
Segno che Bottero e Messina sono dei provocatori?
Magari sì, ma anche segno che, quando scrivono qualcosa, Bottero e Messina sanno mettere il dito dove brucia.
Forse soprattutto segno che nella fumettosfera la concorrenza sull'informazione non è che sia proprio grandissima.
Di sicuro segno che non sono da solo a leggere FdA.

Ora, spesso non sono d'accordo con quello che viene scritto da Alessandro e Giorgio.
Però, anche quando non sono stato d'accordo con le loro idee e con i modi con cui tale idee venivano esposte (arrivando anche a manifestare tale disaccordo con dei chiari "vaffanculo"), non mi è mai passato nemmeno lontanamente per la testa che in fondo sarebbe meglio se la voce di FdA non esistesse.
Discorso che ovviamente vale per FdA come per tanti altri siti, blog e riviste cartacee.
Perché è questo in sostanza che ti chiede chi ti propone di partecipare a qualsiasi livello ad un complotto del silenzio: di cancellare con il tuo silenzio l'esistenza di qualcos'altro.
O, peggio, di qualcun'altro.

Oè, ma stiamo scherzando?

Se vogliamo dire che quello che viene scritto su FdA è una mistificazione della realtà dei fatti, allora questa mistificazione non la si può eliminare chiedendo, sulla base di un patto di fiducia, il silenzio e neppure, d'altra parte, alzando i toni (che il rumore, alla fine, è come il silenzio).

Io credo che più senti che le accuse che qualcuno ti sta facendo sono gravi, più devi aver voglia di spiegare le tue ragioni. Di dire chiaramente che quello che qualcuno scrive è falso (o, come a volte accade, è scritto per sembrare una cosa che invece non è), di dire che le cose stanno in un altro modo rispetto a come vengono raccontate.
Sarà anche vero che la calunnia è un venticello, ma, in parallelo, la verità ha una concretezza contro la quale quel venticello può fare ben poco. Soprattutto quando la verità si appoggia alla credibilità di chi parla (e, per me, Michele Ginevra, grazie al lavoro svolto con il CfAPaz, di credibilità ne ha).
È questo il principio della libertà e, se lo si accetta, non lo si può prendere a macchia di leopardo.

E se qualcuno va oltre le regole, beh, allora esiste ancora la legge.

In parallelo, diamo una giusta dimensione alle cose: senza voler togliere niente a nessuno, FdA è un piccolo sito che si occupa di un piccolo mondo come quello del fumetto italiano.
Niente di più e niente di meno.
Per cui lasciamo da parte le "macchine del fango" o altre frasi fatte che lasciano il tempo che trovano.
Al massimo, eventualmente, un bicicletta del fango contro la quale comunque, fermo restando il ricorso alle vie legali di cui sopra, ognuno che si sente offeso o calunniato per qualcosa ha tutti i mezzi per potersi difendere.

Per cui, riassumendo.
Domande fastidiose da una parte. Antisemitismo e derivati dall'altra.
E in mezzo un bel muro altoaltoalto (con sopra cocci di bottiglia).
E, in ogni caso, se devo scegliere tra il silenzio e le domande, cazzo, io scelgo comunque le domande anche se chi le pone mi può stare sulle balle.
Perché il silenzio finisce lì, mentre le domande generano delle risposte. E tra domande e risposte c'è la possibilità (non la certezza) che nasca la conoscenza
Il silenzio invece (e questa sì che è una certezza che la storia ci insegna) genera sempre e comunque ignoranza.

Mi dispiace se scrivendo tutto questo ho alimentato la polemica ma, standomene zitto, mi sembrava di appoggiare implicitamente un modo di fare che per principio detesto.

9 commenti:

  1. una volta (ah, bei tempi) ci si limitava a dare del fascista, adesso si è passati allo sterminatore di ebrei. comunque anch'io leggo Fumetto d'autore, e fra tutti i siti fumettistici è quello che mi diverte e m'informa di più (anche se non pubblica la lista delle uscite settimanali di Panini e Planeta, che son notizie imprescindibili).

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  2. Un "Mah..." ci sta sempre bene.

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  3. Be', diciamo che un sito che pubblica una vignetta del genere, certi paragoni se li attira...:

    http://www.fumettodautore.com/strisce-dautore/satira-dautore/2272-progetto-h-06

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  4. Dico che un sito che ospita certe vignette nonché gli articoli di un giornalista di Destra che non manca di evidenziare, quando capita, la gloriosa appartenenza di alcuni cartoonist alla Repubblica di Salò, certi paragoni riesce anche ad attirarseli.

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  5. Permane il "ma anche no", Alessà.

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