Ad ogni elenco di premi e candidature, sullo schermo alle spalle di Claudio Curcio, compariva l'immagine qui a fianco di Attilio Micheluzzi.
Guardo l'espressione accigliata del maestro e capisco che nemmeno lui ha gradito che venisse associata al suo nome la candidatura di Sailor Moon a "miglior riedizione di un classico".
Tanno (saldaPress, 2024)
1 giorno fa
perche'? non ti e' sembrata una buona edizione?
RispondiEliminapreferivi stampassimo a Rimini :-)?
franz
In realtà, mio attentissimo Franz, mi ha fatto solo sentire tremendamente invecchiato pensare a "Sailor Moon" come ad un fumetto che è già diventato classico.
RispondiEliminaPoi, in sogno, Micheluzzi mi è anche apparso per dirmi che, se fosse stato ancora vivo, avrebbe squartato chiunque avesse anche solo provato associare le marinarette combattenti al suo nome.
Ma sono sicuro che tu da sempre metti la saga di Ail e An ai primi posti tra le tue letture a fumetti.
Tra parentesi, questa riedizione è stampata in Italia, vero?
RispondiEliminaSalda, è per questo che i premi s'intitolano ai defunti, non fare lo gnorri.
RispondiEliminaMicheluzzi sarebbe stato più felice di essere associato ai Ronfi?
Boh? Dimmelo tu.
RispondiEliminaEhi! Sei tu il medium che sogna i trapassati, mica io!
RispondiEliminaComunque, secondo me, sarebbe stato onoratissimo sia di essere accostato ai Ronfi, sia di essere accostato a Sailor Moon (che è un classico).
Sì, mi pare di ricordare accorate pagine di approfondimento dedicate a Sailor Moon sulla versione nipponica di "The Comics Journal".
RispondiEliminaPer non parlare poi dei volumi filologici editi dalla filiale giapponese della Fantagraphics.
RispondiEliminaMa forse, davvero, noi italiani siamo arrivati ad una situazione fumettistica tale che ha senso che sia qualcuno che può pensare che si possa candidare una riedizione di "Sailor Moon" considerandolo un classico. Se era una provocazione, mi sento di dire che è stata riuscitissima.
RispondiElimina...a parte che manca un "ci", ma quante cazzo di subordinate ha il commento qui sopra?
RispondiEliminaRecentemente hai polemizzato sui premi assegnati alle convention. Penso che tali premi tengano sempre un occhio al mercato (forse tutti e due gli occhi). C'era, forse, la volontà di premiare GP, in qualche modo, in quanto realtà potenzialmente importante. Io, comunque, comprendo più un premio a Sailor Moon che non ai Ronfi, fumetto che ho sempre considerato mediocre. Lo leggevo da bimbo e già mi faceva schifo.
RispondiEliminaL'etichetta di "classico", comunque, è culturale. C'è chi considera un classico Dylan Dog (tu?), chi crede che il mondo sia iniziato con Alan Moore, chi crede che, morti Magnus e Pazienza, non abbia più senso parlare di fumetti. Avrebbero potuto/dovuto premiare l'Eternauta della 001? Forse, ma sarebbe sembrata una cerificazione di morte; un fumetto degli anni '50, chiuso e concluso. Il fumetto è morto, come a dire.
Il tuo mi sembra un ragionamento perfettamente condivisibile (e infatti, come dicevo a Francesco Meo, mi ha fatto sentire tremendamente invecchiato pensare a "Sailor Moon" come ad un fumetto che è GIA' diventato classico) però non posso fare a meno di considerare anche la qualità fumettistica intrinseca: Dylan Dog, Alan Moore, Magnus, Pazienza e l'Eternauta sono tutti nomi/titoli che io associo a belle storie a fumetti, a narrazioni a fumetti di valore.
RispondiEliminaMa Sailor Moon? Io oltre al fenomeno di massa (le guerriere vestite da marinarette all'epoca le conoscevano tutti) non riesco proprio ad andare.
Be' Andrea, il tuo commento allora e' sulla Giuria che ha fatto la selezione non sull'edizione.
RispondiEliminaForse ha ragione il tuo lettore anonimo, non so. Di sicuro GP non ha bisogno ne' cerca premi per affermare la sua identita'.
Per quello e' sufficiente quello che stiamo riuscendo a fare sul mercato, primi e direi unici.
Franz
Mai messo in dubbio che l'edizione GP di "Sailor Moon" fosse ben realizzata (sulla fiducia, ovvio) ma resto dubbioso sul fatto che "Sailor Moon" venga considerato un classico. Tu no?
RispondiEliminaChiarisco, anche se non ce n'è bisogno, che non ho voluto dire che le case editrici influenzano le giurie nell'assegnazione dei premi.
RispondiEliminaMa figurati. In questo caso mi basta la categoria "best seller" e quella "bella edizione". Per i classici mi sono gia' abbondantemente tolto tutti gli sfizi con quelli di Repubblica no?
RispondiEliminaSiamo in tre a parlare, vediamoci al bar almeno!
Lo so, lo so. E che non lo so quanti fantastiliardi di volumi "classici ma anche no" ha venduto Repubblica grazie a Panini?
RispondiEliminaMa qui non stiamo parlando di sfizi tuoi, miei o di chi vuoi tu ma, appunto, che fa sorridere (a me che posso) che "Sailor Moon" possa essere considerato premiabile in quanto classico (ripubblicato bene quanto vuoi tu).
E ho capito che non è nemmeno più una roba da "si può fare" o "non si può fare". Tutto evidentemente si può fare e, in base a questo, ci sarà sempre almeno uno che giurerà sulla plausibilità della cosa. Ergo ci resta solo la possibilità di sorridere quando si può farlo.
Secondo me hai ragione SaldaAndrea, ma che ti aspetti che ti dica il buon Franz? Giustamente ringrazia e basta. Non spetta certo a lui (che in questo caso è parte in causa) andare a dire se si può fare o no.
RispondiEliminae adesso tutti al bar…:)
Interessante quesito:quando un fumetto (ma la domanda può riguardare, ovviamente un libro un film o altro) diventa un classico?
RispondiEliminaQuando passa un certo periodo dalla sua creazione?
Quando vende miliardi di copie ?
Quando diventa alla moda?
Quando viene preso come modello da altri?
Mi fermo qui , perchè l'elenco potrebbe proseguire a lungo e dico che anche a me fa un certo effetto pensare a Sailor Moon come a un classico.
A questo punto anche Lando (lo leggevate vero?) può essere considerato, a suo modo, un classico , o no?
Saluti
Sì. Se qualcuno, credo dopo vent'anni dall'ultima pubblicazione, lo ripubblica in una bella edizione, può essere che anche Lando venga candidato al premio per la miglior riedizione di un classico.
RispondiEliminaPeccato non aver conservato gli albi originali.
RispondiEliminaSaluti
Per usare un termine cool, il classico è seminale.
RispondiEliminaE infatti viene ristampato continuamente.
Alan Ford, Tex, L'Uomo Ragno, Topolino, Tin Tin, I Puffi, Asterix, Michel Vaillant, Diabolik...
Lando no.
Per anonimo: guarda che probabilmente se lasci passare il tempo necessario anche Lando diventerà un classico.
RispondiEliminaBasta che, come dice, il Saldatore venga ristampato in una bella veste edizione e, aggiungo io, con la prefazione di qualche illustre critico.
Del resto non è quello che è accaduto a Totò, schifato in vita dalla critica e poi a partire da una ventuna d'anni dopo la morte rivalutato fino ad essere considerato oggi un classico della comicità?
Non è quello che è accaduto con i film poliziotteschi o pruriginosi degli anni 70 divenuti ora veri e popri cult da cineteca ai quali si ispirano grandi registi?
Ripeto: dai temopo al tempo e tutto diventerà un classico.
Saluti
Può darsi, Pangio, che tu abbia ragione. Lando, Il Tromba, Corna Vissute sono fumetti che si vendevano in centinaia di migliaia di copie, mica spiccioli.
RispondiEliminaMa non credo che basti. E il tempo non è galantuomo con chichessia.
Ultimamaente si è tentata la ristampa di Jonny Logan, ma non è andata affatto bene.
Isabella e Glodrake, quelli sì, sono capostipiti, e quindi classici.
Diabolik è un classico, Demoniak e Sadik no. Hanno ristampato Zakimort, ma chi l'ha visto? Non è un classico perché non ha aperto nuove strade.
Beh, dire che Sailor Moon ha aperto nuove strade... (nel senso che i manga si vendevano bene sia prima che dopo SM e che di SM è difficile ricordarsi qualcosa che non siano le uniformi da marinaretta).
RispondiEliminaMi sembra di aver capito che tu non legga molti manga. Io neppure. Però Sailor Moon sappiamo chi è (grossomodo). Tu sei in grado di elencarmi alcuni manga simili per tematiche e strutture narrative. Io no. Però so chi è Sailor Moon, segno che ha avuto una certa diffusione (eufemismo). Il successo planetario di Sailor Moon avrà influenzato il mercato e la cultura delle persone? Sicuramente. Magari gli effetti non sono ancora completamente analizzabili, forse il fattore tempo è importante. Ora, non m'impicco alla tesi che Sailor Moon è sicuramente un classico, stavo solo cercando di ragionare (sulla scorta delle considerazioni di Pangio) su cosa possa essere considerato tale.
RispondiEliminaI fumetti che pubblichi tu, ad esempio, sono classici, secondo te? Rocketeer, ad esempio.
Un mio amico ultracinquantenne mi ha fatto spesso notare una cosa.
RispondiEliminaA carnevale, in mezzo alla pletora di bambini vestiti da Dragonball, da fatina o altro, c'è sempre una piccola ma significativa minoranza di bambini vestiti da Zorro. Sicuramente ci sarà l'influenza del genitore, sicuramante qualche costume ereditato da più generazioni. Ma ti dico per esperienza che per fare entrare un bambino in un costume ci vuole molto savoir faire e capacità di persuasione. E' il costume che è accattivante, il mantello nero e la spada? O Zorro, nonostante sia sparito dai media da parecchio tempo, continua ad esercitare una certa attrattiva e una certa eco?
A braccio, direi che in Italia Saior Moon è riconoscibile non tanto per il manga quanto per il cartone animato e, come già detto, credo che siano davvero in pochi a ricordarsi qualcosa in più del fatto che le protagoniste vestissero da marinaretto.
RispondiEliminaDal punto di vista del linguaggio del fumetto, SM è ricordabile per qualcosa? Non credo.
Per Dave Stevens (e Rocketeer) forse basta davvero sfogliare i i due volumi che pubblicheremo per capire che se siamo di fronte ad un classico del fumetto (e a un maestro del fumetto).
Però, ripeto, la candidatura di SM a quel premio mi sembra interessante proprio perché provocatoria (e quindi, in quanto tale, che spinge a fare una riflessione come stiamo, appunto, facendo qui).
Per portare avanti questo discorso avrei bisogno di interlocutori in possesso di una maggior coscienza e conoscenza dell'evoluzione del fumetto. Considerare Dave Stevens un classico è un'ingenuità, dato che Stevens è già all'interno di un discorso metafumettistico che si rifà ai suddetti classici. Quindi la pianto qui.
RispondiEliminaComunque quando scrivi che Sailor Moon può essere considerato un classico più per provocazione che altro, non me la sento di darti completamente torto.
Ciao.