mercoledì 11 maggio 2011

Note in margine al finale di Lost.

Si capiva fin dall'inizio come sarebbe andata a finire: una storia di morti che fanno finta di essere vivi finché non arriva il momento che prendono coscienza che sono morti.
E l'avevano detto praticamente tutti appena era iniziato.
Me compreso.

E invece no: pensare, capire, spiegare, interpretare e dibattere, dibattere e ancora dibattere.
Il tutto per una sòla che si trascina per anni, costantemente avvitata su sé stessa, tanto che, a un certo punto, capisci che anche se non ascolti le battute dei personaggi la storia va avanti lo stesso.

Un meccanismo narrativo costruito sul fare promesse e puntualmente deluderle (magari dando la colpa a qualcun altro che ha intralciato i piani originari incrociando le braccia quando c'era da lavorare).
E poi, ovviamente, le stesse identiche promesse riproporle e rilanciarle con la medesima enfasi retorica.

E, una volta finito, trovalo uno che ti dice che lo guardava.

Sono notevoli le somiglianze tra le 6 stagioni di Lost e gli oltre 15 anni di Silvio Berlusconi in politica.

23 commenti:

  1. Beh, io lo guardavo...
    Anzi, l'ho guardato, per due stagioni. E quel che avevo visto per due stagioni mi era piaciuto. Poi però, complice un'interruzione tra una stagione e l'altra, nonostante il finale cliff hanger della seconda, quando è iniziata la terza ho scoperto che i personaggi a cui mi ero affezionato non mi erano più tanto cari (come per otto stagioni è stato per i protagonisti di E.R., fino alla morte di Green alla fine dell'ottava).
    Un contenuto "fantastico", per mantenere un successo costante e ripagare/appagare l'attenzione di chi guarda/segue forse necessita di tempi meno dilatati o costruiti su premesse diverse.
    Bisognava avere il coraggio di chiudere il progetto in 3/4 stagioni massimo.

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  2. io l'ho guardata tutta, anche se ultime due stagioni le ho trovate un po' confusionarie, ed il finale mi ha fatto incazzare. Se era questo il finale ipotizzato tanto voleva chiuderla in 3 stagioni!
    Una grande delusione per una serie che era partita con delle ottime idee...

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  3. "Si capiva fin dall'inizio come sarebbe andata a finire: una storia di morti che fanno finta di essere vivi finché non arriva il momento che prendono coscienza che sono morti."

    Ehm, no. La teoria iniziale era che fossero tutti morti al momento dello schianto e si trovassero in un purgatorio. Invece erano vivi, e lo sono stati per tutta la serie fino agli ultimi (pessimi) episodi e l'ancora piu' orrido finale.
    Giusto per la precisione :)

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  4. Ah sì? Io avevo inteso che Jack – l'ultimo a morire – alla fine è esattamente dove lo ha scaraventato lo schianto dell'aereo (e infatti c'è la stessa scena del cane) e dove, quindi, è presumibile che sia schiattato.

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  5. No, Jack muore nel 2007, tre anni dopo lo schianto, dopo aver vissuto (come gli altri) tutte le avventure che ben conosciamo. Il fatto che muoia in una scena speculare a quella iniziale e' una scelta narrativa, piu' che altro. Il discorso del limbo e' un altro, ovvero che a prescindere da quando muoiono, loro sono destinati a ritrovarsi in questo limbo atemporale creato da loro stessi dove poi, tutti assieme avanzeranno verso il passo successivo, nuova vita, paradiso, una cazzata new age a caso:)
    La cosa divertente e' che tre giorni prima la BBC aveva trasmesso il finale di Ashes to Ashes che ha vari punti in comune con quest'idea ma e' diecimila volte fatto meglio :)

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  6. E in base a che cosa dici questo (ovvero che le avventure ci sono oggettivamente state e che quindi non sono solo il frutto di una fantasia pre-mortem)?

    Ma poi, scusa, nella chiesa del finale, con Jack, non ci sono anche quelli che, nel finale della sesta stagione, erano ancora vivi?

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  7. A parte che e' l'unica spiegazione sensata seguendo la serie, ci sono le conferme degli sceneggiatori stessi:)
    Il limbo e' atemporale.
    Per capirci, hai presente il nexus di Star Trek Generations? Siamo da quelle parti.
    Non importa quando muori, alla fine ti ritrovi li' con gli altri.
    La teoria "sono morti tutti nel primo episodio, e' tutto un purgatorio", non sta in piedi anche per il semplice aggiungersi dei personaggi durante le stagioni, tutte le interazioni: tutta gente morta, tutte allucinazioni? Non sta in piedi un nanosecondo :)

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  8. Chissà che ha visto il Ciccarelli. O meglio, chissà cosa non ha visto. :D

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  9. Guardate, uno e uno due, il problema di Lost è che è talmente sgangherato che sopra ci puoi appiccicare quello che vuoi. Che sono vivi e poi muoiono, che sono tutti morti e scoprono di essere morti, che sono morti e tornano vivi. È esattamente la stessa cosa e, se provi ad organizzare la trama su qualunque idea che scegli, il numero di buchi logici che avrai nel racconto sarà esattamente lo stesso.

    Sei stagioni palesemente costruite intorno al nulla e ancora mi venite a parlare di spiegazione sensata. Cioè, più sensata del fatto che uno che sta per morire si fa il viaggio mentale che vuole lui con dentro i personaggi che vuole lui. Ma per favore...

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  10. Per vari motivi non ho mai seguito con grande passione e continuità la serie, e l'ho vissuta solo di riflesso.
    Ho sentito anche io che il finale ha deluso perchè non ha dato risposte e ha lasciato ognuno libero di interpretare la storia come meglio ritiene.
    Infatti, da quel che leggo anche coloro che hanno seguito il telefilm non riescono a mettersi d'accordo su che cavolo hanno visto
    Se posso ampliare, brevemente, il discorso dico che un effetto simile me lo hanno fatto due cose:
    - X file che ho seguito con grande continuità e che in alcuni episodi è stato PERFETTO, ma il cui finale resterà per me sempre un mistero avvolto in un enigma.
    -Caravan, la miniserie pubblicata dalla Bonelli che mi ha lasciato senza alcuna risposta.
    Due enormi delusioni per chi come me desidera che tutto abbia una sua spiegazione, possibilmente logica e razionale .
    Anche se, va aggiunto, una tale pretesa è abbastanza assurda, dal momento che la vita stessa non sempre ci da tutte queste spiegazioni logiche.
    Saluti

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  11. "Tutti dobbiamo morire prima o poi"

    Disse il saggio padre di Jack...

    Io avevo capito che quello fosse il loro futuro dove tutti si ritrovavano insieme una volta morti...

    Leggi tra le righe: una boiata pazzesca.

    P.s. Però altre duecento puntante me le sarei viste volentieri.

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  12. "Guardate, uno e uno due, il problema di Lost è che è talmente sgangherato che sopra ci puoi appiccicare quello che vuoi. Che sono vivi e poi muoiono, che sono tutti morti e scoprono di essere morti, che sono morti e tornano vivi. È esattamente la stessa cosa e, se provi ad organizzare la trama su qualunque idea che scegli, il numero di buchi logici che avrai nel racconto sarà esattamente lo stesso."

    Che ci siano dei buchi e che il finale sia per me altamente insoddisfacente e' dato di fatto (mia opinione).
    Ma e' altrettanto un dato di fatto che loro fossero vivi per tutta la serie. Quello e' un punto assolutamente fermo.

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  13. Anche perchè la morte di Jack è appunto solo speculare al sue risveglio nel primo episodio: non fosse altro perchè è vestito in maniera diversa. :)

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  14. Premesso che ciò può essere narrativamente applicabile a quasi tutto, ma esattamente, all'interno della narrazione di Lost (sulla cui sgangheratezza mi pare che concordiamo tutti) che cos'è che impedisce di pensare che la struttura degli eventi sia la seguente:

    1. aereo cade
    2. gente muore
    3. tra quella gente c'è Jack che, appunto, prima di morire per le ferite derivate dallo schianto dell'aereo, si fa questa fantasia lunga 6 stagioni e, quando muore pure lui, fine della fantasia?

    Di più, nello schianto muoiono tutti tranne... il cane.

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  15. Oppure, secondo voi, è più "elegante" l'interpretazione secondo la quale coloro che sono morti durante la serie (ma non parliamo di quelli che sono morti e in varia misura ritornati), quando muoiono vengono parcheggiati nel limbo senza tempo della chiesetta, in attesa che tutto-tutto il cast sia morto?

    E in questa interpretazione (che, capiamoci, ci sta come le altre 1000 possibili) dove si collocano tutti gli eventi non sull'isola dell'ultima stagione? Tipo il cantante affogato non mi ricordo se nella seconda o nella terza stagione, in che "posto" sta durante tutta la sesta stagione? La vita che conduce è una cosa del tipo "ok, sono morto affogato ma ci metto 17 puntate per rendermene conto e andare anch'io nella chiesetta"?

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  16. Ma e' cosi' difficile capire che quel limbo e' atemporale? :)
    Pensate al funzionamento del nexus di Star Trek Generations, il principio e' lo stesso, a parte il fatto che in Lost ci si arriva da defunti.

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  17. Probabilmente sono tardo io (anzi, sicuramente): 2007 (isola) è la linea temporale reale, quella della storia, quella dove si vive e si muore.

    (2004), non isola, dove la gente prende coscienza che è morta, cos'è? Il limbo atemporale che dici tu, Tetsuya? E quindi lì dentro ci sono sia quelli che abbiamo già visto morire nella serie (tipo Locke), quelli che moriranno solo nell'ultima stagione (tipo Jack) e quelli che, anche se nella serie non li vediamo morire, visto che probabilmente prima o poi moriranno, saranno morti fuori dalla serie (tipo Sawyer), tutti insieme diretti chi prima chi dopo (ma essendo atemporale prima e dopo non contano) verso la chiesetta del finale?

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  18. ps: il Nexus di Star Trek, come buona parte di Star Trek, mi è sconosciuto.

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  19. Premessa Nexus.
    In Star Trek Generations, Kirk resta apparentemente ucciso da una stringa di energia che vaga per l'universo nel tentativo di salvare l'Enterprise-B nel suo volo inaugurale.
    80 anni dopo Picard si ritrova anche lui nel nexus energetico e gli viene spiegato che in quel limbo il tempo non ha significato, si puo' vivere a scelta il proprio passato, presente e futuro, in qualsiasi punto. Li' incontra Kirk intento a spaccare legna. Dal punto di vista di Kirk, egli e' appena arrivato. Idem per Picard.

    Il limbo di Lost funziona allo stesso modo, prendendo una pesante direzione new age.
    Apro una parentesi: nulla mi leva dalla mente che il progetto iniziale fosse che quel 2004 fosse un universo parallelo creato dalla bomba e che poi abbiano cambiato in corsa.
    Come spiega il padre di Jack al figlio nell'ultima puntata, ognuno di loro, dopo la morte, giunge in quel luogo per potersi ritrovare tutti assieme, essendo stata l'esperienza dell'isola, il conoscersi, vivere quegli anni, la cosa piu' importante della loro vita (e implicitamente cio' conferma ulteriormente che quegli anni sono stati reali).
    La cosa divertente che si puo' dire e' che gli sceneggiatori con questa scelta si sono incasinati non poco: ok, i Losties si sono creati il limbo, ma gli amici dei Losties, i parenti, e altro, che cavolo sono? E il figlio di Claire perche' si ricrea in un infante invece che in un adulto? Ecc ecc :)

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  20. La mia interpretazione è più rozza ma funziona meglio. ;-)

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  21. Dopo aver letto i commenti successivi al mio intervento non posso che dire: per fortuna che non ho seguito Lost.
    Già ho tanti pensieri per la capa, figurarsi se potevo impazzire appresso a un telefilm.
    Saluti

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  22. Per vari motivi ho seguito poco le prime due o tre stagioni di Lost che poi ho abbandonato.
    Non mi pento della decisione, perchè dai commenti ho capito che chi ha visto tutte le stagioni alla fine non riesce a concordare con gli altri su cosa ha visto e su come è finita la storia.
    Una cosa simile l'ho provata con X-file di cui ho perso pochissimi epiisodi e che spesso è stato PERFETTO.
    Ebbene il finale per me resterà per sempre un mistero avvolto in un enigma.
    E Caravan ha avuto lo stesso effetto, nel senso che ho trovato insoddisfacente non sapere la causa del tutto e il destino dei protagonisti.
    Capisco che volere per forza gli spiegoni e che tutto abbia una sua logica perfetta è sbagliato, perchè anche la vita molto spesso non spiega tutto, e ancora più spesso non segue alcuna logica, ma da qui a non capire una cippa di quello che hai visto o letto o di come finisce una storia ce ne corre.
    In medio stat virtus dicevano i latini (che Dio li abbia in gloria), che come saggezza non scherzavano.
    Saluti

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