giovedì 3 giugno 2010

Rotoballe.

La lingua italiana non ha regalato alle rotoballe un bel nome, troppo agritecnico per i miei gusti. Io infatti sarei per ribattezzarle futuristicamente con un neologismo ad hoc, magari anche onomatopeico. Tipo le Ludille. O le Boràghe. Al limite andrebbe bene anche un participio sostantivato come Rotolanti. O pure Solestanti, visto che il più del tempo se ne stanno sotto il sole.
Comunque, nonostante il nome, le rotoballe sono bellissime lo stesso.

Al tramonto, le rotoballe donano al paesaggio quel tocco di metafisica che non guasta mai. Anche all'alba, ma io all'alba di solito dormo. Cioè, a meno che non mi sia incaponito a finire un livello di System Shock come l'altra notte.

Il bello delle rotoballe è che sono forme geometriche rese perfette dalla luce radente, cilindri che punteggiano le linee dei campi e che, immobili, evocano l'idea di movimento. Una o più rotoballe in un campo e sei in un quadro di De Chirico. Tanto che ho cercato fino all'ultimo di convincere Bilotta a inserire ne La Dottrina una scena con delle rotoballe, ma non c'è stato niente da fare. Peccato però.

Che poi, detto tra noi, la verità è che le rotoballe appartengono a una razza aliena che, ogni anno cerca di invaderci. Puntualmente, tra maggio e giugno, sbarcano sulla terra e iniziano la loro invasione. Lentissima però, perché il tempo nel pianeta natale delle rotoballe scorre più lento che da noi e questo, ai nostri occhi, rende il loro movimento come quello del Norman Girotondo di Coscine di Pollo (grande libro: devi leggerlo, Linda!): costante ma impercettibile,

A pattuglie di 6 o 7, le rotoballe marciano verso le nostre città, fiancheggiate dai fanti papaveri e dai piumini paracadutisti. Ogni tanto ne vedi una isolata che è rimasta indietro o un'altra che ha scelto di disertare. Qualcuna si sfalda sotto un acquazzone primaverile – gli alieni di Wells crepavano per il raffreddore, le rotoballe per la pioggia – qualcun'altra viene catturata dai trattori e portata via in campi di concentramento spaventosi e distanti.
"Sergente, il soldato John… non ce l'ha fatta".

Immagino che, ogni anno, a settembre, nel pianeta natale delle rotoballe si tirino le somme per l'ennesima invasione andata a ramengo. Qualche testa di generale salta ("Incompetenti!" grida l'imperatore delle rotoballe ai militari spaventati) e si comincia subito ad escogitare nuove strategie per l'invasione dell'anno successivo. "Però, ragazzi, rendiamoci conto che finché non risolviamo il problema della lentezza, finirà sempre così. E quei terrestri sono dannatamente veloci…".

Il pianeta delle rotoballe.
Ecco un posto dove un giorno mi piacerebbe andare: fuori dalle balle sul pianeta delle rotoballe.

14 commenti:

  1. Umano barbuto mangiatore di coscine di pollo, ti HAI dimenticato lo spionaggio telematico!

    RispondiElimina
  2. ARGH! Un'avanguardia delle solestanti milizie aliene!
    AIUTOOOOO!!!!!

    RispondiElimina
  3. Posso venire anche io fuori dalle balle? :D

    RispondiElimina
  4. Muahahahah... e questo è solo l'inizio!
    Adesso catturo 1/2 e chiederò un riscatto.

    RispondiElimina
  5. io? cosa c'entro io? io ci voglio bene alle rotoballe... AiutoOoO... No LASCIAMI... AIUT!

    RispondiElimina
  6. Maledette ludille! Lasciate 1/2!!!!! Lei è la mia fidanzataaaaaa!!!! NOOOOOOOOO!!!!!!!
    (segue scena con inquadratura azimutale e lui che esplode in alto, verso il cielo, numerosi colpi di pistola a rappresentare cinematograficamente la sua frustrazione per non essere riuscito a salvare 1/2)

    RispondiElimina
  7. colpirne 1(/2) per educarne cento -ghigno malefico-

    RispondiElimina
  8. Che il governo ladro vi piova a tutte addosso, boraghe dei miei stivali vaqueros.
    Ridurrò in covoni i vostri eserciti.
    Farò pula delle vostre armi.
    Nemmeno la spigolatrice di Sapri riuscirà a riconoscervi quando avrò finito con voi.
    E non avrò pace finché non libererete 1/2.

    RispondiElimina
  9. Scusa Tosco, ma se - dato che che per le rotoballe la pioggia è come la kriptonite per superman – ho evocato la pioggia del governo ladro per inzupparle, che cazzo ci faccio adesso con un cerino?

    RispondiElimina
  10. Fanno molto Storm Thorgerson, comunque.

    RispondiElimina
  11. http://images4.wikia.nocookie.net/__cb20080312231542/starcraft/images/2/23/Firebat_SC1_HeadAnim1.gif

    "Need a light?"

    ;-D

    RispondiElimina
  12. Edivad Nittarub4 giugno 2010 16:39

    da piccolo pensavo fosse la carta igienica dei giganti...

    in ogni modo la vera invasione aliena è quella dei ragnetti rossi da balcone. quelli sì che sono piccoli, tanti e indaffarati... e mi fanno paura! :ou

    RispondiElimina
  13. …o anche che i giganti avessero aperto in fretta la loro scatolina di liquirizie e, sbam!, che gli fossero cadute tutte sulla terra.
    Ok, il colore non tornava, ma magari nel controluce del tramonto…

    (cmq i ragnetti rossi, anche quelli fanno paura)

    (ma tu intendi i ragnetti-ragnetti, o quelle altre cose blattose rossonere che, viste dall'alto, sembra che sulle spalle abbiano uno scudo africano?)

    RispondiElimina